IL CAMMINO DI SANT'ANTONIO - L'Ultimo cammino - La storia

L'Ultimo cammino rimanda ad alcuni episodi famosi che legano indissolubilmente il Santo non solo a Padova, ma anche ai Comuni e al territorio nel quale si snoda il percorso stesso.

Nella tarda primavera del 1231 infatti, Antonio ormai spossato dall'intensa predicazione in Padova cerca un luogo di quiete e di pace. Su invito dell'amico conte Tiso (signore del luogo) giunge a Camposampiero, così come riporta la cronaca medioevale (Assidua 15,2b): «congedate le moltitudini, cercava un luogo appartato; e si portò al luogo di Camposampiero, anelando a trovarvi una tranquilla solitudine». Dice ancora l'Assidua (15,3-6): «Tutto felice per l'arrivo di lui, un nobile di nome Tiso offrì devotamente al Servo di Dio l'ossequio premuroso della sua cortesia...». Sempre dall'Assidua sappiamo di come Antonio si fece costruire su di un poderoso noce una piccola cella. Nel medesimo luogo sarà poi edificato l'attuale Santuario del Noce.
Legata alla presenza di Antonio in Camposampiero è pure la visione che il Santo avrà del Bambino Gesù nella celletta che ancora si conserva; un evento che inciderà profondamente nella diffusione della devozione antoniana come nella stessa iconografia del Santo.

s. Antonio
s. Antonio
Il 13 giugno del 1231 come ancora riporta l'Assidua, «All'ora del desinare... d'improvviso tutte le forze presero ad abbandonarlo. (...) Sentendo il Servo di Dio Antonio che la fine del suo corpo si avvicinava, chiamato uno dei suoi fratelli e compagni a nome Ruggero gli disse: "Fratello se sei d'accordo, io vorrei andare a Padova nel luogo di S. Maria, per togliere ogni peso a codesti fratelli." Ruggero ne fu persuaso e così, vi fu adagiato il padre Santo...».
Antonio, dunque, disteso su un carro trainato da buoi; viene condotto verso Padova. Alle soglie della città, in località Arcella, spira santamente dicendo come ultime parole: «Vedo il mio Signore». Temporaneamente in questo luogo verranno ospitate le sue spoglie (ora Santuario detto di "S. Antonino").

Il suo corpo, da subito conteso tra i frati, il vescovo e i maggiorenti della città, verrà finalmente condotto e sepolto nella Chiesa della S. Madre di Dio, luogo dove sarà poi costruita l'attuale Basilica del Santo.
I tre santuari legati a queste vicende diventeranno ben presto, sia pure in tempi diversi, non solo luoghi d'arte e di bellezza, ma soprattutto mete della fede e della devozione antoniana con il concorso di innumerevoli pellegrini. Per quanto riguarda Camposampiero, testimoniano questo fenomeno le molteplici e antiche iscrizioni e incisioni di pellegrini riportate sugli affreschi del Noce e sui mattoni della cella della Visione.

I Santuari dell'Arcella e della Basilica del Santo non hanno poi bisogno di ulteriori testimonianze al riguardo. Il "pellegrinare antoniano" dunque, è una espressione di fede con radici ben lontane nel tempo e specifiche della nostra gente prima ancora di diventare fenomeno mondiale.

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