IL CAMMINO DI SANT'ANTONIO - L'Ultimo cammino - Santuari

Basilica del Santo: www.basilicadelsanto.org

Sebbene i frati avessero deciso di non diffondere subito la notizia della morte del Santo, d'improvviso frotte di bambini innocenti, percorrendo i quartieri della città a voce alta, cantilenavano: " È morto il Padre santo! È morto S.Antonio". Tutta la città accorse a contendersi il corpo e quasi ne nacque un subbuglio fra varie fazioni che lo pretendevano. Finalmente quietata la scalmana popolare, si trasportano le sacre spoglie presso il convento dei frati alla chiesa di S.Maria Mater Domini: era il quinto giorno dalla morte di lui.
Deposto il corpo nella tomba, quel giorno stesso cominciarono improvvisi a sfolgorare i miracoli, testimoniando la santità di frate Antonio. La sua fama si sparse ovunque rapidamente, sospingendo le popolazioni di diverse città e regioni a visitarne la tomba e la grande Basilica ben presto eretta, per attingervi grazie e favori materiali, ma ancor più esempi e sproni di vita cristiana.

Arcella: www.provinciapatavina.org

Il mattino del 13 giugno 1231, trovandosi Antonio a Camposampiero, fu colto da malore. Chiese di essere riportato all'amato convento di Padova dedicato a Maria. Deposto su di un carro trainato da buoi, e contornato dai frati e da tanti fedeli subito accorsi, venne condotto in città. Ma alle porte della stessa, in località Arcella, la mano del Signore si aggravò su di lui e crescendo il male con molta violenza, suscitava forte ansietà.
Dopo breve riposo, fatta la confessione e ricevuta l'assoluzione, egli cominciò a cantare l'inno alla Madonna: "O gloriosa Signora...". Com'ebbe finito, levando gli occhi al cielo, mirava a lungo dinnanzi a sé. Chiestogli che cosa vedesse, rispose: "Vedo il mio Signore". Così chiuse gli occhi alla terra e aprì lo sguardo all'incontro tanto atteso. Antonio, pensando a questo momento, un giorno aveva detto: "O amore di Gesù, io sarò sazio, quando contemplerò la tua gloria".

Camposampiero: www.santantonio.org/portale/camposampiero.asp

Nella primavera del 1231, Antonio, spossato per l'intensissima azione di evangelizzazionee di predicazione operata nella città di Padova per tutta la Quaresima, si recò presso l'eremo di Camposampiero desiderando trovare nella quiete della campagna un po' di ristoro e di pace. Lì trascorse in tranquillità giorni sereni, dedito alla contemplazione e alla preghiera, spesso rifugiandosi fra le chiome di un poderoso noce che si ergeva poco lontano dall'umile dimora dei frati.
Straordinario è l'episodio dell'apparizione di Gesù Bambino di cui fu spettatore e testimone l'amico conte Tiso che spesso visitava Antonio. Un giorno il conte vide fra le braccia del Santo un bambino di bellezza incomparabile e raggiante fulgore di cielo che sorrideva e lo carezzava in un colloquio inesprimibile. Qualche tempo dopo, il conte interrogò Antonio su chi fosse quel bambino meraviglioso: "Era Gesù Bambino, nato a Betlemme".

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