IL CAMMINO DI SANT'ANTONIO - L'Ultimo cammino - Le tappe

LE TAPPE DELL'ULTIMO CAMMINO DI S. ANTONIO

 

Santuario del Noce
Santuario del Noce
Il punto di partenza è l’area di sosta con il pannello illustrativo a forma di carro collocato tra il Santuario del Noce e il Santuario della Visione a Camposampiero. Prima di avviarsi, vale la pena dedicare un’accurata visita a questi luoghi antoniani, alquanto interessanti dal punto di vista artistico, naturalistico e spirituale, ma certo ben poco conosciuti anche dai tanti devoti del Santo. Ricordarsi di chiedere ai frati la classica Benedizione del Pellegrino insieme alla Credenziale dove far apporre il primo timbro e munirsi del sussidio per la preghiera del pellegrino lungo il tragitto.

 

Uscendo dalla via dei santuari (Via Sant'Antonio), allo stop, si attraversa Via S. Antonio portandosi nello spazio verde che vediamo di fronte.  Girare a sinistra per un breve tratto costeggiando il fiume e poi, al ponte, subito a destra proseguendo poi diritti verso il centro di Camposampiero.

Allo stop, girando a sinistra si giunge in Piazza Castello. Si passa davanti al merlato palazzo municipale  affiancato da un’alta torre medioevale appartenente all’antico castello dei conti di Camposampiero.

 

Santuario della Visione
Santuario della Visione
Sempre proseguendo a sinistra si incontra la strada principale, la “Statale del Santo” che passa per il centro del paese. Si attraversa la statale sulle strisce pedonali e ci si immette subito in un corridoio a volta aperto sull’edifico di fronte (in Contrà de Nodari). Si passa un primo ponte nei pressi di un supermercato, si attraversa Via Federico Cordenons e poi si percorre un secondo ponticello in legno che conduce ad un ampio parcheggio. Si prosegue dritto sul marciapiede attraversandolo in direzione ovest-est, quindi girare a destra in Via Giorgione, allo stop a sinistra in Via Tiso da Camposampiero. Di qui, sempre diritti per circa 350 mt fino ad incontrare il fiume Muson.

 

Prima del ponte (un antico manufatto veneziano impreziosito da un delizioso capitello dedicato alla Vergine) immettersi  sull’argine destro. Il sentiero è di erba e costeggia il fiume. Proseguendo sempre diritti, attraversare la strada asfaltata (via Bonora- Straelle di S. Pietro). Ora anche il cammino per un lungo tratto è asfaltato. Sempre costeggiando il fiume, continuare fino al prossimo incrocio.

 

Al ponte, si attraversa la strada (Via Ippolito Nievo). Qui ci si porta sull’argine sinistro; proseguire sempre diritti. Dopo poco, l’asfalto diventa un sentiero sterrato (alla sbarra con divieto di transito ai non autorizzati). Dopo 500 metri dal cambio di argine troveremo sulla nostra sinistra a 100 dall'argine in direzione est (sulla nostra sinistra all'incrocio con Via Piovega) il Capitello della Madonna. Ritornati sulla sterrata che costeggia il fiume Muson si arriva ad incrociare un’altra strada asfaltata (via Desman) che occorre attraversare facendo molta attenzione: è alquanto trafficata e pericolosa.

 

Chiesa di S. Donato
Chiesa di S. Donato
Proseguire sempre diritti tenendo il sentiero sull’argine sinistro fino all’incrocio con una strada asfaltata (via Ponte Canale) che passa su un antico e ingegnoso ponte a sifone. Qui si prosegue per 400 metri e si raggiunge l'incrocio con la strada statale, la si attravesa con attenzione e si  percorre il ponte che attraversa il fiume Muson dei Sassi e si prosegue a sinistra. Si prosegue sempre diritti per alcuni chilometri facendo attenzione nell’attraversare un paio di strade asfaltate che intersecano il cammino (via Muson e via Rossignolo).

Arrivati a Campodarsego (notare l’alto campanile della parrocchiale dedicata a S. Martino) si può fare tappa in centro per un ristoro, una volta attraversato il ponte (Via De Toni). Per riprendere il cammino occorre però proseguire comunque sempre sulla parte destra del fiume Muson. Si continua diritti per un tratto di strada asfaltata (via Muson). Da notare il bel capitello affiancato ad una villetta dedicato alla Madonna con la semplice ed umile preghiera offerta ai viandanti: “Ti saluto Maria, salutami Gesù da parte mia”. Poi la strada si fa di sassi; si prosegue sempre diritti .

Al termine della strada sterrata, incrociando una strada asfaltata (via Terraglione) si giunge all’omonima borgata. Si può a questo punto fare una lieve deviazione a destra dirigendosi alla chiesa parrocchiale in stile neo-romanico dedicata a S.Antonio; bello il portale dedicato ad episodi della vita del Santo. Riprendendo il cammino è importante riandare alla strada ora asfaltata che costeggia il fiume Muson, in direzione di Padova (Via Lungargine Muson). Si cammina sempre diritti per 1,8 km e al ponte pedonale (in cemento) sulla sinistra si passa sull'altro argine, dal lato della statale del Santo e si prosegue in direzione sud, alla nostra destra. L'argine ci accompagna con il suo fondo erboso sino al ponte stradale in località Pontevigodarzere.

Si percorre il ponte di Via Pontevigodarzere e si prende a sinistra sullo sterrato (fonte), per un ultimo breve tratto di percorso non asfaltato che si inoltra in una golena racchiusa tra il fiume Muson e il Brenta. Si oltrepassa quest’ultimo percorrendo il lungo ponte sul lato sinistro e finalmente si entra in Padova. Sempre a sinistra si può scorgere la chiesa di S. Giovanni Battista. Si prosegue diritti ancora per Via Pontevigodarzere oltrepassando anche la grande rotonda con i viadotti autostradali.

Sempre diritti, tenendo la sinistra, si continua per Via Guido Reni e Via Tiziano Aspetti fino ad incrociare il Viale dell’Arcella che conduce all’imponente Santuario di S.Antonio (detto di S. Antonino). La maestosa cupola e l’alto campanile sormontato dalla statua del Santo segnalano a distanza questo importante santuario legato al Cammino di S. Antonio. All’interno è possibile sostare in preghiera presso il suggestivo luogo, dove secondo la tradizione, il 13 giugno del 1231 S. Antonio rese l’anima al suo Signore. Presso i frati francescani dell’annesso convento richiedere il timbro da apporre sulla credenziale. Una sosta ristoratrice nel vicino fornitissimo bar del patronato è caldamente consigliata.

 

Si riparte riguadagnando a ritroso ancora il Viale dell’Arcella fino a Via Tiziano Aspetti in direzione centro città. Si supera il Cavalcavia Borgomagno che scavalca la ferrovia e sempre diritti si prosegue per Piazzale Mazzini, Via Torquato Tasso, Via Francesco Petrarca costeggiando la Chiesa del Carmine.  Un bellissimo ponte in pietra ci introduce per l’antica Porta Molino nella città medioevale: stiamo passando per gli stessi luoghi percorsi tante volte da Antonio.

 

Si prosegue per Via Dante, fiancheggiata da eleganti palazzi rinascimentali fino a raggiungere la splendida Piazza dei Signori, da cui già si intravede sulla sinistra la mole maestosa del medioevale Palazzo della Ragione in Piazza delle Erbe. Da qui, ci si dirige verso la prestigiosa università patavina detta “Il Bò”. Costeggiando l’edificio universitario per un breve tratto di portico, dopo avere attraversato al semaforo Via Riviera dei Ponti romani, si prosegue per un centinaio di metri in Via S.Francesco per girare quindi a destra in Via del Santo. Ormai prossimi alla meta, ci si lascia condurre dalla bella e antica strada percorsa da secoli dai pellegrini ed ora frequentata anche da moltissimi giovani studenti.

 

Al termine della porticata Via del Santo, quasi per incanto, ecco apparire le cupole solenni della Basilica Antoniana. Il monumento equestre al Gattamelata del grande Donatello, ci accoglie ormai sereno e pacifico nel sagrato antistante la Basilica.

L'ingresso alla Basilica del Santo che custodisce la tomba di Sant'Antonio in questo anno giubilare per i pellegrini è quello sul finaco sinistro della basilica dalla Porta Santa che viene aperta esclusivamente durante il giubileo. 

Il pellegrinaggio si conclude idealmente appoggiando la mano alla Tomba di S. Antonio, ripetendo così un gesto antico e commovente di milioni di persone che da secoli passano accanto a quel luogo benedetto. Vale la pena approfittare della presenza continua dei frati per celebrare il sacramento del perdono (nella Penitenzieria del chiostro della magnolia del 1820) e partecipare all’Eucarestia. 

Bello anche gustare le meraviglie dell’arte disseminate in questo splendido edificio senza dimenticare però di richiedere in sacrestia l’ambito ultimo timbro da apporre sulla vostra credenziale a testimonianza del pellegrinaggio ormai compiuto.

Se avete lasciato il vostro automezzo a Camposampiero potete raggiungere velocemente la cittadina approfittando della ben servita linea ferroviaria che la collega a Padova.

 

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