Il Cammino di Sant'Antonio - Pellegrinaggio dell'anima



L'ULTIMO CAMMINO (Camposampiero - Arcella - Basilica del Santo)

IL LUNGO CAMMINO (da Camposampiero o Venezia - Basilica del Santo - Santuario di La Verna)




La pratica del pellegrinaggio è da sempre presente e comune a tante culture e contesti religiosi. Si tratta di un'esperienza antropologica primordiale che attraversa i secoli. In particolare il pellegrinaggio era cosa abbastanza ordinaria nel Medioevo. Penitenti, monaci itineranti, laici devoti, pellegrini di ogni ceto e condizione si mettevano in cammino sulle vie dei luoghi santi.


La comparsa del francescanesimo segna una tappa importante nell'esperienza del pellegrinaggio. San Francesco, sia prima di "uscire dal secolo", quando va pellegrino a Roma, sia dopo aver abbracciato la nuova forma di vita evangelica - visiterà San Michele nel Gargano, Santiago de Compostela, i luoghi santi in Palestina e altri santuari - fa propria questa esperienza. Egli giunge fino ad assumere l'itineranza come stile radicale di vita e di evangelizzazione. "I frati - scrive nella Regola - non si approprino di nulla, né casa, né luogo, né alcuna altra cosa. E camminino come pellegrini e forestieri in questo mondo servendo il Signore in povertà e umiltà".

Da questo punto di vista Antonio di Padova è un vero seguace di San Francesco. La sua è stata un'esistenza tutta spesa per il Vangelo percorrendo le strade del mondo mosso dal vento e dal fuoco dello Spirito Santo. In pochi anni di vita ha modo di conoscere il fascino dell’effimero, il silenzio dei chiostri, la passione intellettuale, il mistero della vocazione divina, lo slancio per la missione, la seduzione del martirio, il fallimento dei suoi sogni, il pericolo e la solitudine, il passare anonimo tra la gente, la fama inattesa e improvvisa, la predicazione assidua fino alla consumazione, il gusto dello studio e dell'insegnamento, la gioia della devozione, la purificazione della penitenza, il mistero dell'animo umano nella confessione, la gioia dei convertiti, la travolgente e logorante presenza delle folle, l'ardore per la giustizia sociale, la compassione per i poveri e i diseredati, la sfida ai ricchi e ai potenti, l'impegno per la pace e la riconciliazione tra le genti.
Dal Portogallo al Marocco, dalla Sicilia alla Romagna, dalle regioni della Lombardia e del Veneto alla Francia meridionale, vive un'esistenza tutta itinerante al servizio del Vangelo e le giornate non gli bastano per annunciare la Parola o ascoltare le confessioni dei penitenti.

Il Cammino di Sant'Antonio, nelle sue due varianti complementari (L'Ultimo cammino e Il Lungo cammino), intende ripercorrere alcune delle tappe tra le più significative della sua esemplare vita, rivivere la sua storia accompagnandolo passo dopo passo nei luoghi che l’hanno visto protagonista e che sono stati toccati dal suo santo e carismatico passaggio.

Il viandante che decide di intraprendere questa faticosa marcia sa di dover portare con sé uno zaino carico di fede, entusiasmo e coraggio, e la consapevolezza di essere un semplice pellegrino che accetta con umiltà tutte le faticose incognite che ogni giornata di cammino può riservare.

Il Cammino di Sant’Antonio attende di essere percorso da chi lo desidera, e non ha senso e non può esistere senza il sudore ed il dolore ai piedi dell’esercito dei suoi variegati camminatori.

In un contesto di suggestivi paesaggi, di grandiose città, di solitari sentieri immersi nella lussureggiante natura, tra il sorgere di incantevoli albe e tramonti pieni di poesia, la meta s’intravede laddove lo sguardo del pellegrino si posa a rimirar quella luce e quell'Amor che move il Sole e l’altre Stelle.



ESPERIENZA DELL'ANIMA...



Il Cammino di Sant'Antonio non è solo un memoriale della vita di Sant'Antonio, ma vuole essere un'esperienza che si inserisce nella tradizione del pellegrinaggio spirituale.



Il cammino accomuna ogni uomo fin dal suo nascere ed ha un profondo significato antropologico. Il viaggio è metafora della vita. Ciascuno di noi percorre passo dopo passo la sua strada. Esistono percorsi più lunghi, altri più brevi, tratti più aridi e difficili, altri più semplici e agevoli …  si porta con sé il proprio fardello esistenziale e le proprie apparenti sicurezze.

Mettendosi in cammino l'uomo ha la possibilità di rientrare in se stesso, di scoprire la sua vera identità, di confrontare la propria esperienza di fede con quella di un testimone speciale come il Santo, di ritrovare lo spirito del pellegrino di un tempo, che sapeva guardare e contemplare il mondo con gli occhi semplici e disincantati.
Nel Medioevo il pellegrinaggio non era considerato una forma di "evasione", una visita fisica del luogo sacro, ma costituiva un momento di rinascita e di rigenerazione spirituale.

Ancora oggi il cammino induce l’uomo a tornare alle radici della propria umanità e della propria fede, a conoscere se stesso nella fatica e nel sacrificio anche fisico, a cogliere come lo status viatoris sia la condizione esistenziale e fondamentale dell'uomo su questa terra in cammino verso la patria celeste.

Il corpo diventa veicolo santo e meraviglioso per scoprire la propria anima. Ogni dualismo viene superato.  
Il pellegrino entra in un rapporto di totalità con tutto ciò che lo circonda: riscopre nell'evento l'altro, riscopre se stesso, riscopre la natura, rispettandola ed amandola come ci hanno insegnato Francesco e Antonio, cercando di non sporcare le fonti d'acqua pura.

Il viandante perde il senso del tempo e del “qui e ora”. Impara ad assaporare la solitudine del viaggio, che risulta un compagno prezioso per intime riflessioni che arricchiscono il cuore, e a gustare l’amicizia, la fratellanza, la condivisione, l’ospitalità … scoprendo con gioia di non essere solo lungo il cammino della vita.


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