2. Anello, braccialetto, bastone

Dai sermoni di Sant'Antonio:

Cristo dunque dice all'anima: «Che cosa vuoi avere per caparra?». Caparra in latino si dice àrrabo, che suona come arra bona, buon pegno: il pegno è ciò che si dà come caparra. L'anima, per essere sicura delle promesse, domanda un buon pegno, cioè l'anello, il bracciale e il bastone.

Nell'anello è simboleggiata la fede formata [la fede unita alla grazia e alla carità]. Leggiamo in Luca: «Mettetegli l'anello nella mano» (Lc 15,22). La Glossa: L'anello è il segno della fede, con il quale sono segnate le promesse nel cuore dei fedeli. «Dàteglielo nella mano», cioè nelle opere, affinché la fede si manifesti nelle opere, e le opere testimonino la fede.

Nel bracciale - in latino armilla, da armus, òmero, la parte superiore del braccio -, che è rotondo e si porta al polso, è indicata l'opera di carità che fa stendere il braccio per portare il peso del fratello in necessità, e lo fa metter sotto l'òmero, o la spalla, per sorreggerlo (cf. Gn 49,15).



Nel bastone, con il quale uno si difende dal cane, e sul quale si appoggia per non cadere, è indicata, come già detto, la pratica della penitenza, con la quale l'anima si difende dagli appetiti della carne e si sostiene per non cadere nel peccato mortale.

In queste tre cose è compresa tutta la giustizia, che consiste nel rendere a ciascuno il suo, cioè l'anello della fede a Dio, il bracciale della carità al prossimo e la pratica della disciplina a se stessi.




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